mercoledì 5 febbraio 2014

Chiarezza sui picchi tumorali nella provincia

La Federazione casertana di Sel, sulla base di una minuziosa raccolta dati del dottor Arturo Gigliofiorito, ex assessore del comune di Caserta, ha esortato l’onorevole Arturo Scotto, parlamentare di Sel, a presentare ai Ministri della salute e dell’ambiente una dettagliata interrogazione sui picchi tumorali nella città capoluogo di Terra di Lavoro.

In particolare, si chiede, alle istituzioni competenti, conferma e verifica dei preoccupanti dati raccolti e quali misure siano state prese o si intendano prendere per tutelare il diritto alla salute della popolazione dell’ormai tristemente nota “Terra dei fuochi” e “Terra dei veleni”.

Sebbene allarmanti, i dati – afferma Gianni Cerchia, coordinatore di Sel Caserta – vanno presi con le dovute cautele, anche per evitare di fomentare allarmismi o lanciare denunce generiche, che, in questo contesto, possono ulteriormente compromettere il nostro già colpito comparto agroalimentare.

Sinistra Ecologia e Libertà intende, invece, sottolineare – aggiunge Cerchia – che le emergenze ambientali e sanitarie devono essere affrontate con chiarezza e trasparenza; ciò anche per ricostruire la credibilità della politica e delle istituzioni, contro le logiche commissariali, le gestioni straordinarie e le deroghe trasformate in regola, ma soprattutto per ripristinare la democrazia, i suoi principi e le sue dinamiche, a difesa dei diritti e della libertà della nostra gente.

Sel Caserta annuncia una prossima iniziativa pubblica sul tema, anche per aiutare i cittadini a orientarsi e comprendere le contrastanti e non sempre attendibili notizie che si susseguono quotidianamente sull’inquinamento e sui danni che esso provoca alla salute. Per le stesse ragioni – conclude Cerchia – chiediamo l’immediata istituzione del registro tumori (o di forme alternative di monitoraggio) e la messa a punto di un piano sanitario che sottoponga le popolazioni delle aree più a rischio a screening oncologici periodici. 

 9 gennaio 2014

Franco Capobianco ricorda Ciccio D'Ambrosio



E' scomparso il Compagno Ciccio D'Ambrosio, storico dirigente della Federazione provinciale del Partito Comunista Italiano e Segretario della Sezione del PCI di Casal di Principe. Questo il ricordo di Franco Capobianco:

A 93 anni ci lascia un comunista di altri tempi, un esempio di dirigente politico delle nostre terre.
Operaio Specializzato (Ferraiolo) della Ferrobeton (grande impresa del nord) impegnata nella ricostruzione del Sud per conto della Cassa del Mezzogiorno (fine anni ‘50) - Grandi viadotti, Grandi opere pubbliche, Autostrada A1. 

Organizza il sindacato in azienda e viene successivamente chiamato a dirigere la Fillea-Cgil (Organizzazione Sindacale degli Edili e dei lavoratori del Legno) della provincia di Caserta.
Nei primi anni ’60 mantiene uno stretto legame di militante e dirigente con la Camera del Lavoro e il Partito Comunista Italiano della provincia di Caserta.
D’Ambrosio è stato sempre in prima fila impegnato a costruire e organizzare le lotte per l’abolizione del sottosalario e la conquista dei Contratti di Lavoro. Si ricorda la lotta e l’occupazione della Moccia di Alvignano (impresa di lavorazioni di mattoni e affini) per la conquista di diritti per i lavoratori ed in particolare l’abolizione del sottosalario e l’applicazione dell’orario di lavoro.
Fu numerose volte Consigliere comunale del PCI a Casal di Principe e ricoprì la carica di Assessore per la sua Città.
E’ stato sempre un punto di riferimento del Partito Comunista nella Zona Aversana ed in tutto il territorio della provincia di Caserta. E’ stato membro del Comitato Federale e della Commissione Federale di Controllo della Federazione del PCI di Caserta.
Nel anni 68/69 ha diretto le lotte nella rivolta di Castel Volturno dirigendo i lavoratori edili impegnati nell'espansione di Baia Domitia per il rispetto e la conquista dei più elementari diritti sui luoghi di lavoro contro la sopraffazione, il lavoro nero, gli incidenti e le morte bianche sui cantieri di lavoro.
Negli anni ‘70 Ciccio D’Ambrosio contribuì a costruire sul territorio casertano la CNA, la Confederazione dell'Artigianato ne fu Direttore del Patronato.
Ciccio D’Ambrosio è stato come i tanti di allora e come i pochi di ora esempio di come si diventata dirigente politico partendo dal basso.
Ciccio D’Ambrosio persona e dirigente politico onesto e di altissime qualità umane che amava parlare sempre con competenze specifiche e sapeva ascoltare la voce dei più deboli.
Infine un bellissimo ricordo: Ciccio da quando ha iniziato giovanissimo la sua militanza politica nel PCI non ha mai smesso (fino a ieri) di comprare e leggere l’Unità.

Sel Caserta convoca gli iscritti per il tradizionale brindisi di fine anno

Lunedì 30 dicembre, alle 11, presso la Federazione di Sinistra Ecologia e Libertà in via G.M. Bosco, il Coordinatore di Sel Caserta, Gianni Cerchia, condividerà con gli iscritti e i simpatizzanti del partito il tradizionale brindisi di fine anno, occasione per trarre un bilancio di un anno poco felice sotto il profilo politico e sociale.

L’anno che sta per concludersi ha visto un ulteriore inasprimento della crisi che nell’ultimo biennio ha quasi definitivamente messo in ginocchio il comparto industriale e commerciale del Paese, con una ripercussione drammatica sui livelli occupazionali, in modo particolare nel Mezzogiorno e quindi nella nostra provincia.

Per il nuovo anno sarà necessario che, a livello centrale e locale, si attivino processi che rimettano in moto l’economia, evitando, però, di perseguire il mito di uno sviluppo cieco, ma, viceversa, accompagnando l’auspicato rilancio dell’economia con un’estensione dei diritti dei cittadini in generale (per esempio, dei diritti civili) e dei lavoratori in particolare, specialmente se precari, in uscita dal mercato del lavoro o disoccupati, per i quali appare non più rinviabile un provvedimento sul reddito minimo. Una miopia su questi temi da parte delle istituzioni nazionali e locali potrebbe acutizzare ulteriormente quelle espressioni di protesta fondate su un humus anche culturale reazionario e oscurantista, se non palesemente fascista.

Nello specifico della nostra provincia, l’agognato avvio delle bonifiche della cosiddetta “Terra dei fuochi” – la cui “scoperta” mediatica è stato senza dubbio l’evento di punta del 2013 – potrebbe rappresentare un volano per lo sviluppo di un’economia sostenibile, rivolta all’agricoltura no food e, più in generale, alla green economy. Sotto questo aspetto, bisognerà cogliere quanto di buono quel “fiume in piena” del 16 novembre ha fatto maturare in termini di dibattito e di proposte per restituire un futuro a un territorio martoriato anche sul piano ambientale. Occorrerà, però, vigilare attentamente, coinvolgendo tutti i soggetti preposti, affinché le bonifiche non diventino l’ennesimo affare per il crimine organizzato.

Augurando a tutti e a tutte un felice anno nuovo, la Federazione di Caserta di Sinistra Ecologia e Libertà farà la sua parte affinché l’anno che verrà possa essere ricco di speranze e di nuove opportunità per tutti i cittadini e le cittadine.

29 dicembre 2013

Cerchia su Firema: è necessaria una politica industriale di settore


L’On. Arturo Scotto, Coordinatore regionale di Sel Campania, ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla complessa vicenda che coinvolge il gruppo Firema, la cui crisi ha aperto una nuova falla nella già drammatica situazione occupazionale della provincia di Caserta.

La Federazione di Caserta di Sinistra Ecologia e Libertà – dichiara Gianni Cerchia, Coordinatore di Sel Caserta – sta seguendo con particolare attenzione il caso Firema, nella convinzione che sia prioritaria la salvaguardia dei posti di lavoro, ma anche la tutela di un settore di eccellenza dell’industria italiana.

Il 12 dicembre, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuta una riunione a cui hanno partecipato i principali protagonisti della vicenda, tra i quali il Commissario straordinario, il MISE e le istituzioni locali. Non si segnalano, tuttavia, passi utili alla risoluzione della vertenza. Da qui la necessità di incidere sull’Esecutivo anche attraverso un’interrogazione, presentata dall’On. Scotto, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà.

Sel Caserta – continua Cerchia – ritiene necessario intervenire per mantenere in piena attività l'azienda Firema, che rappresenta una punta di eccellenza nella produzione di veicoli ferroviari della provincia di Caserta e dell'intero comparto nazionale. Attualmente, Firema impiega circa 600 persone, delle quali più della metà a Caserta, senza considerare il notevole indotto generato nella provincia e nella regione. Da un tempo ormai troppo lungo, a causa della scellerata gestione della proprietà, i lavoratori della Firema lottano strenuamente per la conservazione del proprio posto di lavoro. L'attuale capacità dello stabilimento di Caserta, unanimemente riconosciuta e apprezzata, discende, infatti, esclusivamente della volontà e dell'impegno delle maestranze e della determinazione del Commissario Ernesto Stajano, che è riuscito a mantenere alti i livelli di produttività.

Ciò nonostante, pur avendo avuto offerte di acquisto (in verità non sufficientemente rassicuranti sotto il profilo occupazionale), vi è stato un impoverimento del portafoglio ordini di lavoro, anche a causa della volontà di Finmeccanica di svendere Ansaldo Breda, radendo letteralmente al suolo un settore nevralgico dell’industria nazionale. Occorre, quindi, assecondare e incoraggiare – dichiara Giuseppe Caputo lavoratore Firema e componente l'Assemblea provinciale di Sel – il percorso di rilancio e di risanamento affidato al Commissario straordinario per il gruppo Firema a livello nazionale.

Gianni Cerchia evidenzia, però, che alla radice di tutta la vicenda vi è la necessità ormai improcrastinabile di pensare a una politica di rilancio delle società ferroviarie italiane. È, infatti, urgente – conclude il Coordinatore di Sel Caserta – attuare una politica industriale di settore, creando un unico soggetto industriale dei trasporti, che si sostanzi in un Polo Nazionale dei Trasporti, proprio a partire da Firema e Ansaldo.

20 dicembre 2013

Sel Caserta contro la soppressione del posto di Polizia di Casapesenna


Cerchia: La soppressione del posto fisso operativo della Polizia di Stato a Casapesenna dimostra improvvisazione e mancanza di visione strategica sul piano dell’interdizione e della prevenzione alla delinquenza organizzata in un territorio difficile e martoriato.


A conferma dell’improvvisazione con la quale è stato redatto il recente decreto del governo per l’intervento nella Terra dei Fuochi (Disposizioni urgenti a tutela dell'ambiente, della salute, del lavoro e per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale, del 2 dicembre 2013), mentre – dichiara Gianni Cerchia Coordinatore Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà – “con una mano si promette l’invio dell’esercito, con l’altra si tagliano e si riorganizzano al ribasso le forze di polizia presenti nelle aree più difficili di Terra di Lavoro”.

È una schizofrenia che emerge con palpabile evidenza – continua Cerchia – nella risposta che il Ministero dell’Interno ha inviato lo scorso 5 dicembre all’On. Arturo Scotto, Segretario regionale di Sel Campania, in relazione a una sua precedente interrogazione a risposta scritta (n. 4-00855) circa la soppressione del «posto fisso operativo della Polizia di Stato a Casapesenna». Secondo l’Ufficio relazioni parlamentari del Dicastero guidato da Angelino Alfano, «la proposta di soppressione del Posto Fisso di Casapesenna» (anche se non ancora «perfezionata») terrebbe «conto di precise valutazioni di carattere tecnico che» consentirebbero «di mantenere inalterata l’operatività delle strutture di Polizia di Stato sul territorio».

In realtà, come si è costretti ad ammettere nella parte finale della risposta, «la soppressione del posto operativo fisso» permette «un abbattimento dei costi di gestione». Tutto da dimostrare, invece, che ciò possa davvero avvenire «senza incidere sulla reale capacità operativa delle Forze di polizia sul territorio interessato».

Invece – ribadisce Cerchia – di arrampicarsi sugli specchi con la previsione dell’inutile presidio dell’esercito, non sarebbe stato meglio – nell’interesse dei cittadini, oltre che del buon senso – potenziare la presenza delle forze investigative e giudiziarie?
Ma soprattutto – conclude Cerchia – quando il governo nazionale decide di affrontare con maggiore serietà le devastanti urgenze della provincia di Caserta e seriamente quelle della Terra dei Fuochi?

19 dicembre 2013

martedì 29 ottobre 2013

Impianto di selezione automatica RSU. Una proposta di SEL.



In questo video l'impianto di selezione e riciclo dei rifiuti che da mesi propone SEL per la discarica di Taverna del Re. Consentirebbe di attenuare l'impatto sull'invaso e di guadagnare dalla vendita di plastica, carta e da tutte le materie prime seconde che possono rappresentare una risorsa, e che invece rischiano di finire bruciate in un inceneritore. 


Ci fa piacere che questa proposta di SEL sia stata condivisa oggi anche dal Movimento Cinque Stelle, come avvenuto a suo tempo sull'iniziativa SEL del reddito di cittadinanza. Meglio tardi che mai.