venerdì 7 febbraio 2014

Sel Caserta: Casal di Principe, Elezioni in primavera per puntare alla normalità


A quasi vent’anni dalla scomparsa di Don Peppe Diana, sacerdote casalese simbolo dell’anticamorra, l’atto vandalico avvenuto la scorsa notte presso la scuola primaria di Casal di Principe che porta il suo nome rappresenta l’ennesimo segnale, chiaro e inequivocabile, contro chi da anni lotta contro il sistema camorristico. Un atto così deplorevole non deve, però, minare quanto di buono i cittadini stanno facendo sul territorio per diffondere la cultura della legalità, a dispetto di chi crede che il bene della collettività possa essere sacrificato al tornaconto di pochi.

“L’auspicio – afferma Giuseppe Spiezia, Responsabile Giustizia e Legalità della Federazione Sel di Caserta – è che le forze dell’ordine abbiano le risorse sufficienti per prevenire fenomeni intimidatori come quello accaduto la scorsa notte. È fondamentale che possano continuare l’opera di indagine in prima linea per impedire eventi di questo tipo, ma soprattutto per dare ai cittadini di Casale la percezione della costante presenza dello Stato al loro fianco”.

“È altrettanto necessario – continua Spiezia – ripristinare immediatamente il corso naturale delle istituzioni a Casal di Principe. I continui commissariamenti, che corrispondono a continue, sebbene necessarie, sospensioni della democrazia, ostacolano, nel paese simbolo della lotta alla criminalità organizzata in Provincia di Caserta, il ritorno alla normalità. Senza abbassare la guardia rispetto alle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, anzi marcando ancora di più la presenza ordinaria dello Stato sul territorio, auspichiamo che siano indette quanto prima regolari elezioni amministrative, portando finalmente a conclusione la lunga fase di commissariamento”.

Proprio in vista della prossima tornata elettorale, che ci auguriamo possa celebrarsi in primavera, la Federazione Sel di Caserta si è resa disponibile a promuovere un’iniziativa con altre forze politiche e civiche interessate a riconsegnare Casal di Principe a un’amministrazione democraticamente eletta che metta al centro della propria azione – con gioiosa e partecipata semplicità – l’impegno a operare in piena trasparenza.

A questo scopo, il Coordinatore della Federazione Sel di Caserta, Gianni Cerchia, avverte: “Le soluzioni – almeno per noi – non sono molte. Sel punta tutto il suo sforzo attorno a una candidatura semplice, coraggiosa e autorevole, che auspichiamo sia condivisa in un programma progetto di ampio respiro che, partendo dalla tutela e dal coinvolgimento dei cittadini onesti e attraverso una coraggiosa politica di rispetto delle regole e delle funzioni istituzionali, salvaguardi l’ambiente e il territorio e possa far rinascere le condizioni per ripristinare, a Casal di Principe, ma anche in altri comuni sensibili come Castel Volturno, il corso fisiologico della democrazia e della legalità”.

In questo senso, la recente conversione in legge del decreto “Terra dei fuochi” – su cui interverremo nei prossimi giorni, insieme ai nostri parlamentari, con un’iniziativa a Caserta –, se opportunamente utilizzata, potrebbe offrire un’opportunità per il rilancio dell’economia nella nostra provincia, strappando le bonifiche e la riconversione dei terreni inquinati dalle mani della criminalità e trasformando le attività di recupero del territorio in occasioni per la nascita di imprese green e per la ripresa dell’agricoltura, indirizzandola a coltivazioni di tipo non alimentare.

mercoledì 5 febbraio 2014

Giornata della memoria




Oggi in tutto il mondo si celebra il giorno della memoria delle vittime della Shoa. Il 27 gennaio ricorre, infatti, l’anniversario dell’apertura delle porte del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta nel 1945 a opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa, evento che ha svelato al mondo il più assurdo e indicibile degli orrori.

In questa giornata, vengono alla mente le parole di Primo Levi, che ha lucidamente ricostruito la paradossale scientificità del disegno genocida nazista, ma anche quelle di Bertold Brecht, che ci ricorda che come quel disegno di sterminio fosse teso a colpire tutte le forme di “diversità” (oltre agli ebrei, finirono nei lager nazisti anche rom, omosessuali, comunisti), e quelle del nostro padre costituente Piero Calamandrei, che ci incitano, ora e sempre, a stringerci attorno al nostro monumento che si chiama Resistenza.

Con questi sentimenti, la Federazione di Caserta di Sinistra Ecologia Libertà celebra la giornata della memoria. 

27 gennaio 2014


Cerchia e Diodato membri dell'Assemblea nazionale

Si è appena concluso a Riccione il 2° Congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, che ha confermato Nichi Vendola Presidente del partito. La Federazione di Caserta è presente nell’Assemblea nazionale con il Coordinatore provinciale, Gianni Cerchia, e Mena Diodato del Circolo “Nelson Mandela” di Maddaloni. L’Assemblea si riunirà nei prossimi giorni per eleggere il nuovo gruppo dirigente e per definire le modalità e i criteri per la partecipazione di Sinistra Ecologia Libertà alle elezioni europee.


26 gennaio 2014

Da Riccione emendamenti al decreto Terra dei Fuochi



Da Riccione, dove si sta tenendo il secondo Congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, i delegati casertani continuano a lavorare per il loro territorio.

Il Coordinatore provinciale Gianni Cerchia, eletto membro della Commissione politica del Congresso nazionale, ha favorito l’incontro tra i parlamentari di Sel e i rappresentanti dell’Area territoriale sessano-carinolese di Sinistra Ecologia Libertà, che comprende i Circoli di Carinola, Castel Volturno, Falciano del Massico, Mondragone, Sessa Aurunca e Sparanise, che così si inserisce nella discussione sull’imminente conversione del decreto-legge sulla Terra dei fuochi, approntato, forse in maniera troppo frettolosa, dal Governo nazionale per rispondere alle antiche emergenze ambientali delle province di Caserta e Napoli, portate recentemente alla ribalta anche da un’inedita attenzione mediatica.

“Gli emendamenti – afferma Giovanni Pagliaro, Responsabile dell’Area territoriale sessano-carinolese – sono stati elaborati dai rappresentanti dei circoli territoriali della nostra area in piena sintonia con il coordinamento provinciale e, in sostanza, spingono a rendere più rapida la perimetrazione e la bonifica, o quantomeno la messa in sicurezza, dei siti contaminati”.

“Uno dei punti più importanti degli emendamenti proposti – continua Pagliaro – è rivolto proprio al ripristino dei fondi compromessi dall’inquinamento, prevedendo, per i soli proprietari che dimostrino di aver subito senza colpa il danno derivante dalla contaminazione causata anche da discariche pubbliche, un equo indennizzo”.

“La perimetrazione – dichiara Antonio Verazzo, Responsabile ambiente della Federazione di Caserta – è estremamente necessaria per fare chiarezza. I cittadini devono sapere, presto e con certezza, quali sono i siti contaminati, da cosa e qual è l’entità dell’inquinamento. Questo è fondamentale sia per dare sicurezza alla popolazione, giustamente allarmata dalle notizie che continuamente informano di nuovi (ma in realtà già noti) ritrovamenti e scavi, sia per tutelare i nostri prodotti agricoli sani”.

“Quest’ultimo aspetto – dichiara Gianni Cerchia – è tutt’altro che secondario, considerando che si avvicina la stagione della raccolta di molti prodotti tipici della nostra agricoltura, per cui i danni per gli imprenditori agricoli potrebbero essere molto più drammatici rispetto a quelli che hanno subito sinora”.

Gli emendamenti sono stati trasmessi ai parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà, e in particolare al senatore Peppe De Cristofaro, che li illustrerà durante la discussione della legge di conversione al Senato.

Più in generale, la posizione della Federazione Sel Caserta su Terra dei fuochi è chiara, e da tempo: “Chiediamo – dichiara Verazzo – immediatamente le bonifiche delle aree in cui sono visibili masse di rifiuti di ogni genere, sversati e abbandonati in modo abusivo, che puntualmente saranno bruciati, provocando danni per la salute dei cittadini, non meno gravi dei rifiuti pericolosi interrati. Le aree agricole più compromesse – da tempo note, indicate e mappate dall’Arpac – vanno riconvertite con il metodo no food”.

“La nostra maggiore attenzione – ribadisce Gianni Cerchia – sarà rivolta soprattutto a scongiurare il pericolo che le risorse per le bonifiche finiscano nelle mani delle stesse organizzazioni criminali responsabili dell’inquinamento e del disastro ambientale della nostra provincia”.

Riccione, 25 Gennaio 2014

Sel Caserta lancia un appello per salvare l’Associazione Masslo

«L’Associazione “Jerry Masslo” di Casal di Principe sta morendo per un debito di 14.000 euro, nella totale indifferenza delle istituzioni locali, nonostante sia creditrice di molte decine di migliaia di euro dalla Regione Campania per attività assegnate e svolte negli anni passati». Così esordisce Renato Natale, presidente dell’Associazione di volontariato da più di due decenni impegnata a offrire assistenza sanitaria e sostegno a tutti i cittadini, nella più generale ottica della promozione dell’uomo e dei suoi diritti di cittadinanza, senza distinzione di razza, sesso e religione, contattato telefonicamente da Gianni Cerchia, Coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, per esprimere la solidarietà e la vicinanza della Federazione Sel di Caserta, da sempre in prima linea per la difesa di realtà, come la Masslo, che arricchiscono il territorio con consistenti ricadute sociali e culturali.

«La vicenda della Masslo – afferma Cerchia – segnala l’incapacità della Provincia e della Regione di rispondere alle esigenze del territorio, eliminando dall’agenda politica temi cruciali quali l’immigrazione, l’assistenza sanitaria ai meno abbienti e la promozione dei valori della solidarietà e dell’accoglienza che costituiscono l’humus culturale del nostro territorio; il tutto in uno scenario di costante sottovalutazione delle politiche sociali da parte della Giunta Caldoro, protagonista di una vera e propria devastazione del welfare regionale».

L’amministrazione Caldoro manifesta, peraltro, una ormai cronica incapacità di spendere i fondi stanziati dall’Unione europea. In particolare, la “Jerry Masslo” soffre delle inadempienze degli assessorati alla Sanità e al Lavoro, da cui aspetta di incassare fondi spesi per la realizzazione di diversi progetti. Insomma, la Masslo, fiore all’occhiello del nostro territorio e modello da esportare, rischia di scomparire perché non ha la fortuna di appartenere al cerchio magico degli ‘amici degli amici’, che assicura contributi pubblici facilmente riscontrabili in termini di preferenze elettorali, ma anche perché quello che pratica da 25 anni è un lavoro scomodo, di cui pure tutti beneficiamo in termini di vivibilità, convivenza civile e salute pubblica. Forse, però, incoraggiare quel lavoro significherebbe, per alcuni, rendere più difficile speculare sulle sacche di razzismo e di povertà ancora presenti nei nostri territori.

«Come Sel – afferma Gabriele Vedova, Responsabile Welfare della Federazione Sel Caserta – oltre a chiedere con forza un intervento deciso del Governo nazionale, che ridia valore e speranza a esperienze come quella della “Jerry Masslo”, assicuriamo un impegno concreto dei nostri parlamentari al fianco dei volontari dell’Associazione. Il nostro è un impegno fattivo per consentire, innanzitutto, all’Associazione di continuare a vivere e svolgere il prezioso lavoro che da 25 anni onora la nostra provincia, da sempre terra di accoglienza e solidarietà».

Sotto questo aspetto, non possiamo non esprimere il disagio nel leggere, in questi giorni, le dichiarazioni di esponenti politici locali e provinciali, che pure al governo nazionale fanno riferimento, dai quali ci si aspetterebbe un impegno maggiore rispetto ai soliti e vuoti attestati di mera solidarietà.

«D’altra parte – conclude Cerchia – con l’approssimarsi del venticinquesimo anniversario della morte di Jerry Masslo (il cittadino sudafricano, giunto nel nostro Paese per sfuggire alle persecuzioni razziali allora vigenti in Sudafrica, assassinato nel 1989 nel corso di una rapina a Villa Literno) sarebbe auspicabile riportare, proprio come accadde nell’89, al centro della discussione politica nazionale e locale il tema dell’immigrazione, rispetto al quale oggi scontiamo l’onta di una legge come la Bossi-Fini, e dei diritti di cittadinanza, non ritenendo più procrastinabile un provvedimento che assicuri ai figli di immigrati nati in Italia il diritto di essere cittadini italiani».  

22 Gennaio 2014

Ancora su Firema


Eccco la nota della Federazione Sel Caserta sull'interrogazione che l'onorevole Scotto ha rivolto oggi al Ministro Zanonato in merito al caso Firema.


La Federazione Sel di Caserta, attraverso i propri parlamentari, sta seguendo con attenzione la vicenda del Gruppo Firema, la cui chiusura rischia di avere preoccupanti ricadute occupazionali sul territorio provinciale. Nel question time di oggi alla Camera dei Deputati, l'onorevole Scotto ha chiesto al Ministro dello sviluppo economico un intervento fattivo per scongiurare il rischio della chiusura della Firema, evento che infliggerebbe un colpo decisivo al settore della produzione di veicoli ferroviari, punta di diamante dell'industria pesante italiana, di cui, purtroppo, resta oramai poco, con l'obiettivo di costruire, invece, un Polo nazionale dei trasporti, a partire proprio da Firema e Ansaldo.
Di fronte alla risposta cauta del Ministro circa la difficoltà di trovare acquirenti per l'azienda, l'onorevole Scotto ha manifestato nuovamente le perplessità di Sinistra Ecologia e Libertà sulla vicenda, insistendo per un più effettivo impegno da parte del Ministero nella ricerca di un acquirente idoneo a rilanciare le sorti della Firema, nell'ottica di una ristrutturazione dell'intero comparto industriale dei trasporti.


22 gennaio 2014

La cancellazione del Secondo Aeroporto Internazionale di Napoli scalo di Grazzanise rivela scarsa attenzione per il Mezzogiorno.

Qualche anno fa, la ‘profonda sintonia’ tra Governo regionale della Campania e il Presidente del Consiglio Berlusconi in merito alla realizzazione del Secondo Aeroporto Internazionale di Napoli scalo di Grazzanise aveva fatto sperare i cittadini campani, specialmente quelli del Basso Volturno, nella possibilità di inaugurare entro la data – oggi chimerica – del 2012 un’infrastruttura che avrebbe potuto rappresentare un volano decisivo per lo sviluppo di un territorio sotto molti aspetti depresso.

La battuta d’arresto segnata dal Governo Monti, che individua come snodi del sistema aeroportuale campano Napoli-Capodichino e Salerno-Pontecagnano (un omaggio al viceministro senza delega?) sembra definitivamente confermata dall’eliminazione, da parte del Ministro Lupi, dello scalo di Caserta-Grazzanise del Secondo Aeroporto Internazionale di Napoli dalla mappa aeroportuale della Regione, che riconferma Capodichino come aeroporto strategico e Pontecagnano come scalo di interesse nazionale.

Eppure, il master plan redatto nel 2005, successivamente più volte confermato nelle intese tra il Governo e la Regione, recitava entusiasticamente che quello di Grazzanise avrebbe dovuto essere il Secondo Aeroporto Internazionale di Napoli di tipo 4E/F, ovvero in grado di ospitare anche i velivoli di maggiori dimensioni come i Boeing 777 e gli Airbus A380. Lo scalo avrebbe dovuto essere diretto principalmente a un traffico di tipo leisure nazionale e intraeuropeo per costituire un'idonea base per vettori low cost. Si parlava anche dello sviluppo di collegamenti a lungo raggio di linea o charter, a fronte dell’oltre miliardo di euro previsto per la costruzione dello scalo e per l'infrastrutturazione del territorio, a cominciare dai collegamenti stradali e ferroviari.

Sempre secondo il master plan, il nuovo aeroporto avrebbe avuto una capacità iniziale al 2012 di 5 milioni di passeggeri, espandibile secondo fasi successive fino a 24 milioni. Avrebbe dovuto, infatti, supportare gran parte dello sviluppo del traffico della Campania nel medio e lungo termine, soprattutto per il traffico leisure e per i collegamenti intercontinentali. La diversificazione funzionale tra i tre scali rispondeva, quindi, alle critiche di quanti ritenevano controversa la realizzazione di uno nuovo aeroporto in prossimità dei due già esistenti.

Insomma, toni così promettenti – Leitmotiv dei candidati casertani durante la scorsa campagna elettorale alla Regione e del Presidente della Provincia di Caserta, che ha fatto dell’aeroporto di Grazzanise uno dei suoi cavalli di battaglia – lasciavano intravedere una prospettiva di infrastrutturazione del territorio della Provincia di Caserta che avrebbe potuto essere significativa non solo per la riorganizzazione del sistema aeroportuale regionale, ma soprattutto per il miglioramento della rete di comunicazione stradale e ferroviaria della provincia di Caserta (quest’ultima già caduta sotto la mannaia dell’Amministrazione Caldoro/Vetrella, che ha messo in ginocchio il trasporto gomma/ferro regionale).

“Oggi – dichiara Francesco Madonna, Responsabile del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti di Sel – assistiamo, invece, all’ennesima doccia fredda da parte di un Governo nazionale che opera solo in base alla legge dei numeri, senza tener conto delle esigenze di un territorio che ha bisogno di un progetto, non solo infrastrutturale, di sviluppo serio e sostenibile, e di un Governo regionale e provinciale privo della minima capacità di incidere, al di là dei facili slogan elettorali, su scelte che riguardano il nostro futuro”.

“Più in generale – evidenzia Gianni Cerchia, Coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia Libertà – dall’atteggiamento del governo trapela la scarsa attenzione verso il Mezzogiorno, ormai considerato un luogo nel quale non vale più la pena di investire. Il Secondo Aeroporto Internazionale di Napoli scalo di Grazzanise potrebbe, invece, rappresentare per il Mezzogiorno, la Campania e la Provincia di Caserta un’importante occasione di sviluppo, non solo per l’occupazione e per l’indotto che si creerebbero, ma anche nell’ottica di valorizzare il patrimonio paesaggistico e artistico-culturale della nostra terra e di qualificare il Sud del nostro Paese nei confronti del Mondo intero”.

20 Gennaio 2014

Con la ex-Alifana si cancella un altro pezzo di storia della nostra Provincia

La Regione Campania del Governatore Caldoro ha deciso di sopprimere la linea ferroviaria ex-Alifana. Il tratto ferroviario ha segnato la vita di generazioni di studenti e lavoratori pendolari e ha garantito nel tempo un servizio puntuale e costante, nonostante la cronica scarsità di risorse, tracciando una linea di congiunzione tra il Capoluogo di Regione e le zone più interne della Provincia. La soppressione della linea è legata a un buco di bilancio di 3 milioni di euro dell’EAV - Ente Autonomo Volturno, che annovera linee ferroviarie che negli anni sono state la spina dorsale della mobilità campana: la CircumVesuviana, la Sepsa, la ex-FBN (Ferrovia Benevento Napoli), la ex-Alifana, la Metropolitana leggera regionale Napoli-Giugliano-Aversa (le ultime tre accomunate sotto la denominazione di MetroCampania NordEst). Peraltro, la sofferenza del trasporto pubblico è nota, soprattutto a fronte dei massicci tagli fatti dagli ultimi governi alla mobilità locale a vantaggio delle tratte veloci erodendo, così, giorno dopo giorno il diritto alla mobilità dei cittadini e dei lavoratori della nostra Regione.

“Come Sinistra Ecologia e Libertà consideriamo questa decisione ancor più grave – afferma Francesco Madonna, Responsabile del Dipartimento Infrastrutture, Trasporti ed Energia della Federazione di Caserta – perché rappresenta l’ennesimo esempio di deroga al compito di Governo della Regione Campania. Di fatti, a fronte di una prima idea votata a salvaguardare il mantenimento delle tratte, spalmando il debito nel triennio 2014-2017, il governo regionale e l’Ente hanno deciso la resa incondizionata, affidandosi unicamente all’esercizio di un mero calcolo ragioneristico (pratica sempre più diffusa a tutti i livelli istituzionali), che si focalizza sterilmente sui numeri e dimentica la vita e le istanze della gente”.

“Si è lasciato – continua Madonna – anche in questo caso che la legge dei numeri, asettica e distaccata, aprisse le porte alla brutale selezione fatta dai segni ‘più’ o ‘meno’ dei bilanci, del ‘cosa mi rende di più”. Tra le sue linee la EAV ha deciso, quindi, di calare la mannaia proprio sulla ex-Alifana, tra qualche mese la vita dei cittadini dell’entroterra casertano sarà condizionata da questa sciagurata scelta: la garanzia della mobilità su ferro, che spesso è certezza e sicurezza degli spostamenti, anche quando le condizioni meteorologiche sono proibitive. Ci si dovrà affidare al trasporto su gomma delle autolinee dei privati o munirsi di mezzi propri. Ancora una volta – conclude Madonna – si mette una lapide sulla possibilità di una mobilità sostenibile, preferendo la congestione (ed il connesso inquinamento) delle strade alla possibilità di un trasporto su rotaia”.

Sinistra Ecologia Libertà si chiede se in questa decisione si è tenuto conto di quanto progettato e investito negli scorsi anni. In particolare, pensiamo al progetto di collegamento, a Santa Maria Capua Vetere, tra la Metropolitana Regionale leggera Napoli-Giugliano-Aversa e la linea Napoli-Piedimonte (l’ex-Alifana appunto).

Di fronte al silenzio generale, la Federazione provinciale di Sinistra Ecologia Libertà invita i Sindaci dei comuni della provincia di Caserta, attraversati dalla ex Alifana, a convocare una “iniziativa straordinaria forte” che veda la convocazione dei Consigli Comunali Straordinari [stesso luogo, stesso orario] aperta ai Cittadini, alle Forze politiche e sociali, alle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, alla Camera di Commercio di Caserta, le Organizzazioni degli Artigiani e dei Commercianti per ribadire – in maniera unita, forte e determinata – che la chiusura della Ferrovia Alifana non solo mortifica il diritto alla mobilità dei cittadini dell’entroterra casertano, ma segna anche la fine di un progetto più ampio di sviluppo del territorio che passa per la valorizzazione, anche attraverso la difesa delle linee di trasporto pubblico, delle bellezze paesaggistiche e del patrimonio artistico-culturale della nostra Provincia.

Pensiamo – ricorda Marcello Ciallella, Responsabile Sel dell’Area Matese-Caiatino – all’iniziativa “Treno dell’arte e del gusto”, progetto nell’ambito del Programma regionale di marketing territoriale “Montagna Viva”, che riscopre, a fini turistici, proprio la vecchia rete di trasporto su ferro dell’Alifana, che attraversa la conurbazione Napoli-Caserta-Santa Maria Capua Vetere e permette di raggiungere, tra le altre, le stazioni di Pontelatone, Caiazzo, Alife e Piedimonte Matese, con l'obiettivo anche di recuperare vocazioni e identità della Terra di Lavoro, del Matese e del Monte Maggiore, incentrate sulle produzioni tipiche, sulla natura e su un inestimabile patrimonio storico-artistico.

Per Gianni Cerchia, Coordinatore della Federazione Sel di Caserta,“in un momento nel quale si fa un gran parlare di ‘riabilitare’ la Terra felix, oggi più nota come Terra dei fuochi e dei veleni, la chiusura di una linea ferroviaria storica che unisce le province di Napoli e Caserta, sfiorando e toccando località interessantissime dal punto di vista paesaggistico e storico-architettonico (basti pensare alla contigua Carditello), significa anche cancellare l’ennesima possibilità di riscatto del territorio”.

14 Gennaio 2014

Gianni Cerchia presenta il nuovo gruppo dirigente di Sel Caserta ed esclude qualsiasi fusione con il partito di Renzi.

Il 10 gennaio 2014 si è svolta l’Assemblea provinciale della Federazione di Caserta eletta all’ultimo Congresso di Sinistra Ecologia e Libertà. Il Coordinatore di Sel Caserta, Gianni Cerchia, ha presentato il nuovo gruppo dirigente che lo aiuterà a fronteggiare il delicatissimo momento politico che il partito dovrà affrontare nelle prossime settimane, anche a livello regionale e nazionale.

In prima battuta, su proposta del Coordinatore, l’Assemblea ha eletto il suo Presidente nella compagna Maria Pagano, alla quale viene riconosciuto il contributo apportato alla Federazione casertana fin dalla sua nascita. Maria Pagano si occuperà anche delle culture di genere per favorire la partecipazione delle donne alla vita politica, che è da sempre uno degli obiettivi più sentiti di Sel.

Il nuovo coordinamento, composto da 20 membri, rispecchia per la metà le macroaree territoriali della provincia (Area Casertana, Area Matese-Caiatina, Area Sessano-Carinolese, Area Aversana, Area Basso Volturno-Vairanese), ciascuna delle quali, nei giorni scorsi, ha eletto un numero di rappresentanti in proporzione della sua estensione e presenza del partito sul territorio. Lo scopo è di rendere più capillare e incisiva l’azione del partito sia sui territori in cui già esistono circoli, sia in quei territori in cui il partito non è ancora strutturato. Ciascuna macroarea ha, quindi, eletto un proprio rappresentante che coordinerà i lavori e favorirà la diffusione delle informazioni e delle esperienze tra i compagni e i circoli territoriali. Ai 10 compagni scelti dalle macroaree territoriali, si affiancano i 10 membri proposti dal Coordinatore della Federazione, che ha inteso valorizzare le competenze di tutti per costruire un gruppo dirigente del più alto profilo possibile.

Sono, ovviamente, membri di diritto del Coordinamento il Coordinatore provinciale, Gianni Cerchia, e Paolo Amoruso, Tesoriere. Saranno, infine, invitati i livelli di direzione superiore al provinciale.

Nel dibattito dell’Assemblea, che ha registrato un’elevatissima partecipazione, non poteva non cadere l’ipotesi di un avvicinamento di Sel verso il PD, fino allo scioglimento di Sel nel partito di Renzi. La notizia, successivamente smentita dallo stesso Vendola con un tweet, ha preoccupato non poco il partito casertano, che trova contraddittorio dover lavorare per un soggetto politico destinato alla dissoluzione in un partito nel quale la maggior parte di esso non si riconosce.

Sel Caserta ha, dunque, espresso l’auspicio che questi annunci – che, peraltro, compaiono sulla stampa con una strana periodicità – siano infondati e hanno chiesto ai delegati della Federazione al prossimo Congresso regionale (Napoli, 17-18 gennaio) e nazionale (Riccione, 24-26 gennaio) di esprimere una netta posizione a favore dell’indipendenza e l’autonomia di Sel con l’obiettivo di ricostruire e unificare la Sinistra nel nostro Paese, nella quale l’impegno del partito di Sinistra Ecologia e Libertà possa lavorare e puntare alla costruzione di un soggetto più ampio, ma altro dal partito di Renzi, con il quale non si escludono, tuttavia, possibili accordi su singoli punti programmatici o future alleanze elettorali dentro i criteri di una urgente, nuova e auspicabile modifica della Legge Elettorale.

Anche il Coordinatore provinciale Gianni Cerchia – concludendo la riunione – ha sottolineato che la storia e l’azione politica di Sel non può, in nessun modo, essere omologata e fusa col partito di Renzi. Il partito di Sinistra Ecologia e Libertà è impegnato – conclude Cerchia – ad unificare la Sinistra italiana nel processo del Socialismo europeo che pone al centro dell’iniziativa politica i diritti civili e le libertà, il lavoro e lo sviluppo, la cultura, l’ambiente e la qualità della vita.

11 gennaio 2014

Chiarezza sui picchi tumorali nella provincia

La Federazione casertana di Sel, sulla base di una minuziosa raccolta dati del dottor Arturo Gigliofiorito, ex assessore del comune di Caserta, ha esortato l’onorevole Arturo Scotto, parlamentare di Sel, a presentare ai Ministri della salute e dell’ambiente una dettagliata interrogazione sui picchi tumorali nella città capoluogo di Terra di Lavoro.

In particolare, si chiede, alle istituzioni competenti, conferma e verifica dei preoccupanti dati raccolti e quali misure siano state prese o si intendano prendere per tutelare il diritto alla salute della popolazione dell’ormai tristemente nota “Terra dei fuochi” e “Terra dei veleni”.

Sebbene allarmanti, i dati – afferma Gianni Cerchia, coordinatore di Sel Caserta – vanno presi con le dovute cautele, anche per evitare di fomentare allarmismi o lanciare denunce generiche, che, in questo contesto, possono ulteriormente compromettere il nostro già colpito comparto agroalimentare.

Sinistra Ecologia e Libertà intende, invece, sottolineare – aggiunge Cerchia – che le emergenze ambientali e sanitarie devono essere affrontate con chiarezza e trasparenza; ciò anche per ricostruire la credibilità della politica e delle istituzioni, contro le logiche commissariali, le gestioni straordinarie e le deroghe trasformate in regola, ma soprattutto per ripristinare la democrazia, i suoi principi e le sue dinamiche, a difesa dei diritti e della libertà della nostra gente.

Sel Caserta annuncia una prossima iniziativa pubblica sul tema, anche per aiutare i cittadini a orientarsi e comprendere le contrastanti e non sempre attendibili notizie che si susseguono quotidianamente sull’inquinamento e sui danni che esso provoca alla salute. Per le stesse ragioni – conclude Cerchia – chiediamo l’immediata istituzione del registro tumori (o di forme alternative di monitoraggio) e la messa a punto di un piano sanitario che sottoponga le popolazioni delle aree più a rischio a screening oncologici periodici. 

 9 gennaio 2014

Franco Capobianco ricorda Ciccio D'Ambrosio



E' scomparso il Compagno Ciccio D'Ambrosio, storico dirigente della Federazione provinciale del Partito Comunista Italiano e Segretario della Sezione del PCI di Casal di Principe. Questo il ricordo di Franco Capobianco:

A 93 anni ci lascia un comunista di altri tempi, un esempio di dirigente politico delle nostre terre.
Operaio Specializzato (Ferraiolo) della Ferrobeton (grande impresa del nord) impegnata nella ricostruzione del Sud per conto della Cassa del Mezzogiorno (fine anni ‘50) - Grandi viadotti, Grandi opere pubbliche, Autostrada A1. 

Organizza il sindacato in azienda e viene successivamente chiamato a dirigere la Fillea-Cgil (Organizzazione Sindacale degli Edili e dei lavoratori del Legno) della provincia di Caserta.
Nei primi anni ’60 mantiene uno stretto legame di militante e dirigente con la Camera del Lavoro e il Partito Comunista Italiano della provincia di Caserta.
D’Ambrosio è stato sempre in prima fila impegnato a costruire e organizzare le lotte per l’abolizione del sottosalario e la conquista dei Contratti di Lavoro. Si ricorda la lotta e l’occupazione della Moccia di Alvignano (impresa di lavorazioni di mattoni e affini) per la conquista di diritti per i lavoratori ed in particolare l’abolizione del sottosalario e l’applicazione dell’orario di lavoro.
Fu numerose volte Consigliere comunale del PCI a Casal di Principe e ricoprì la carica di Assessore per la sua Città.
E’ stato sempre un punto di riferimento del Partito Comunista nella Zona Aversana ed in tutto il territorio della provincia di Caserta. E’ stato membro del Comitato Federale e della Commissione Federale di Controllo della Federazione del PCI di Caserta.
Nel anni 68/69 ha diretto le lotte nella rivolta di Castel Volturno dirigendo i lavoratori edili impegnati nell'espansione di Baia Domitia per il rispetto e la conquista dei più elementari diritti sui luoghi di lavoro contro la sopraffazione, il lavoro nero, gli incidenti e le morte bianche sui cantieri di lavoro.
Negli anni ‘70 Ciccio D’Ambrosio contribuì a costruire sul territorio casertano la CNA, la Confederazione dell'Artigianato ne fu Direttore del Patronato.
Ciccio D’Ambrosio è stato come i tanti di allora e come i pochi di ora esempio di come si diventata dirigente politico partendo dal basso.
Ciccio D’Ambrosio persona e dirigente politico onesto e di altissime qualità umane che amava parlare sempre con competenze specifiche e sapeva ascoltare la voce dei più deboli.
Infine un bellissimo ricordo: Ciccio da quando ha iniziato giovanissimo la sua militanza politica nel PCI non ha mai smesso (fino a ieri) di comprare e leggere l’Unità.

Sel Caserta convoca gli iscritti per il tradizionale brindisi di fine anno

Lunedì 30 dicembre, alle 11, presso la Federazione di Sinistra Ecologia e Libertà in via G.M. Bosco, il Coordinatore di Sel Caserta, Gianni Cerchia, condividerà con gli iscritti e i simpatizzanti del partito il tradizionale brindisi di fine anno, occasione per trarre un bilancio di un anno poco felice sotto il profilo politico e sociale.

L’anno che sta per concludersi ha visto un ulteriore inasprimento della crisi che nell’ultimo biennio ha quasi definitivamente messo in ginocchio il comparto industriale e commerciale del Paese, con una ripercussione drammatica sui livelli occupazionali, in modo particolare nel Mezzogiorno e quindi nella nostra provincia.

Per il nuovo anno sarà necessario che, a livello centrale e locale, si attivino processi che rimettano in moto l’economia, evitando, però, di perseguire il mito di uno sviluppo cieco, ma, viceversa, accompagnando l’auspicato rilancio dell’economia con un’estensione dei diritti dei cittadini in generale (per esempio, dei diritti civili) e dei lavoratori in particolare, specialmente se precari, in uscita dal mercato del lavoro o disoccupati, per i quali appare non più rinviabile un provvedimento sul reddito minimo. Una miopia su questi temi da parte delle istituzioni nazionali e locali potrebbe acutizzare ulteriormente quelle espressioni di protesta fondate su un humus anche culturale reazionario e oscurantista, se non palesemente fascista.

Nello specifico della nostra provincia, l’agognato avvio delle bonifiche della cosiddetta “Terra dei fuochi” – la cui “scoperta” mediatica è stato senza dubbio l’evento di punta del 2013 – potrebbe rappresentare un volano per lo sviluppo di un’economia sostenibile, rivolta all’agricoltura no food e, più in generale, alla green economy. Sotto questo aspetto, bisognerà cogliere quanto di buono quel “fiume in piena” del 16 novembre ha fatto maturare in termini di dibattito e di proposte per restituire un futuro a un territorio martoriato anche sul piano ambientale. Occorrerà, però, vigilare attentamente, coinvolgendo tutti i soggetti preposti, affinché le bonifiche non diventino l’ennesimo affare per il crimine organizzato.

Augurando a tutti e a tutte un felice anno nuovo, la Federazione di Caserta di Sinistra Ecologia e Libertà farà la sua parte affinché l’anno che verrà possa essere ricco di speranze e di nuove opportunità per tutti i cittadini e le cittadine.

29 dicembre 2013

Cerchia su Firema: è necessaria una politica industriale di settore


L’On. Arturo Scotto, Coordinatore regionale di Sel Campania, ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla complessa vicenda che coinvolge il gruppo Firema, la cui crisi ha aperto una nuova falla nella già drammatica situazione occupazionale della provincia di Caserta.

La Federazione di Caserta di Sinistra Ecologia e Libertà – dichiara Gianni Cerchia, Coordinatore di Sel Caserta – sta seguendo con particolare attenzione il caso Firema, nella convinzione che sia prioritaria la salvaguardia dei posti di lavoro, ma anche la tutela di un settore di eccellenza dell’industria italiana.

Il 12 dicembre, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuta una riunione a cui hanno partecipato i principali protagonisti della vicenda, tra i quali il Commissario straordinario, il MISE e le istituzioni locali. Non si segnalano, tuttavia, passi utili alla risoluzione della vertenza. Da qui la necessità di incidere sull’Esecutivo anche attraverso un’interrogazione, presentata dall’On. Scotto, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà.

Sel Caserta – continua Cerchia – ritiene necessario intervenire per mantenere in piena attività l'azienda Firema, che rappresenta una punta di eccellenza nella produzione di veicoli ferroviari della provincia di Caserta e dell'intero comparto nazionale. Attualmente, Firema impiega circa 600 persone, delle quali più della metà a Caserta, senza considerare il notevole indotto generato nella provincia e nella regione. Da un tempo ormai troppo lungo, a causa della scellerata gestione della proprietà, i lavoratori della Firema lottano strenuamente per la conservazione del proprio posto di lavoro. L'attuale capacità dello stabilimento di Caserta, unanimemente riconosciuta e apprezzata, discende, infatti, esclusivamente della volontà e dell'impegno delle maestranze e della determinazione del Commissario Ernesto Stajano, che è riuscito a mantenere alti i livelli di produttività.

Ciò nonostante, pur avendo avuto offerte di acquisto (in verità non sufficientemente rassicuranti sotto il profilo occupazionale), vi è stato un impoverimento del portafoglio ordini di lavoro, anche a causa della volontà di Finmeccanica di svendere Ansaldo Breda, radendo letteralmente al suolo un settore nevralgico dell’industria nazionale. Occorre, quindi, assecondare e incoraggiare – dichiara Giuseppe Caputo lavoratore Firema e componente l'Assemblea provinciale di Sel – il percorso di rilancio e di risanamento affidato al Commissario straordinario per il gruppo Firema a livello nazionale.

Gianni Cerchia evidenzia, però, che alla radice di tutta la vicenda vi è la necessità ormai improcrastinabile di pensare a una politica di rilancio delle società ferroviarie italiane. È, infatti, urgente – conclude il Coordinatore di Sel Caserta – attuare una politica industriale di settore, creando un unico soggetto industriale dei trasporti, che si sostanzi in un Polo Nazionale dei Trasporti, proprio a partire da Firema e Ansaldo.

20 dicembre 2013

Sel Caserta contro la soppressione del posto di Polizia di Casapesenna


Cerchia: La soppressione del posto fisso operativo della Polizia di Stato a Casapesenna dimostra improvvisazione e mancanza di visione strategica sul piano dell’interdizione e della prevenzione alla delinquenza organizzata in un territorio difficile e martoriato.


A conferma dell’improvvisazione con la quale è stato redatto il recente decreto del governo per l’intervento nella Terra dei Fuochi (Disposizioni urgenti a tutela dell'ambiente, della salute, del lavoro e per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale, del 2 dicembre 2013), mentre – dichiara Gianni Cerchia Coordinatore Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà – “con una mano si promette l’invio dell’esercito, con l’altra si tagliano e si riorganizzano al ribasso le forze di polizia presenti nelle aree più difficili di Terra di Lavoro”.

È una schizofrenia che emerge con palpabile evidenza – continua Cerchia – nella risposta che il Ministero dell’Interno ha inviato lo scorso 5 dicembre all’On. Arturo Scotto, Segretario regionale di Sel Campania, in relazione a una sua precedente interrogazione a risposta scritta (n. 4-00855) circa la soppressione del «posto fisso operativo della Polizia di Stato a Casapesenna». Secondo l’Ufficio relazioni parlamentari del Dicastero guidato da Angelino Alfano, «la proposta di soppressione del Posto Fisso di Casapesenna» (anche se non ancora «perfezionata») terrebbe «conto di precise valutazioni di carattere tecnico che» consentirebbero «di mantenere inalterata l’operatività delle strutture di Polizia di Stato sul territorio».

In realtà, come si è costretti ad ammettere nella parte finale della risposta, «la soppressione del posto operativo fisso» permette «un abbattimento dei costi di gestione». Tutto da dimostrare, invece, che ciò possa davvero avvenire «senza incidere sulla reale capacità operativa delle Forze di polizia sul territorio interessato».

Invece – ribadisce Cerchia – di arrampicarsi sugli specchi con la previsione dell’inutile presidio dell’esercito, non sarebbe stato meglio – nell’interesse dei cittadini, oltre che del buon senso – potenziare la presenza delle forze investigative e giudiziarie?
Ma soprattutto – conclude Cerchia – quando il governo nazionale decide di affrontare con maggiore serietà le devastanti urgenze della provincia di Caserta e seriamente quelle della Terra dei Fuochi?

19 dicembre 2013