martedì 5 ottobre 2010

Successo per il convegno organizzato da "Sinistra del Matese" contro l’aumento della Tarsu

Fonte: Comunicato stampa di Daniele Cinotti - Associazione per la Sinistra Matese
Mentre i media nazionali sono tutti concentrati su problemi gravissimi quali “La casa di Montecarlo di Fini”, “i simboli della Lega nella scuola di Adro” e per ultimo “La commissione di inchiesta parlamentare sulle toghe rosse”, in Campania si sta consumando l’ennesima vicenda di mala gestione nell’ambito raccolta e smaltimento rifiuti. L’argomento è stato ampiamente discusso ieri sera presso l’aula consiliare del Comune di Piedimonte Matese, in un meeting, organizzato dalla Sinistra del Matese, con Vincenzo Cenname (nella foto), già sindaco del Comune di Camigliano (CE). La storia di Vincenzo ha del surreale, quasi viene voglia di dire “c’era una volta…”. C’era una volta un’amministrazione comunale ed un sindaco i quali capirono che il problema rifiuti poteva essere risolto non con proclami e promesse stile “ventennio” (….chi vuol capire capisca) ma con il semplice impegno dell’intera comunità ad attuare un programma di raccolta differenziata.
 Un programma che comincia ad avere un certo successo tanto che Camigliano viene inserita con merito nella lista dei comuni virtuosi. Ma i cittadini campani hanno degli angeli sulla loro testa (che da due anni a questa parte pensano sempre a noi, che fortuna) che un bel giorno decisero di promulgare una legge, la 26 del 2010 appunto, perché a loro dire basta la pubblicazione di una legge per risolvere il problema. Il fulcro del provvedimento legislativo è questo: le competenze, amministrative ed operative, nell’ambito raccolta rifiuti, passano dai singoli comuni alle provincie, attraverso la creazione di società, con partecipazione di capitale privato, che dovranno gestire l’intero ciclo: dalla raccolta all’ emissione e riscossione dei ruoli, dalla decisione ed attuazione delle tariffe alla decisione dei siti di smaltimento ecc. Sinteticamente vengono defraudate le amministrazioni locali delle loro competenze, con risultati più che eloquenti: il primo fra tutti è stato l’aumento delle tariffe Tarsu da applicarsi ai 104 comuni della provincia, deciso a seguito di una stima dei costi (centralizzati ndr) del servizio. Tra i costi principali l’assorbimento del personale dei Consorzi (art. 13) e quello per le consulenze esterne (..ci risiamo). Camigliano non ci sta e decide di opporsi a questa forzatura prendendo la decisione (motivata da una relazione accurata) di non consegnare, come previsto dall’art. 11 comma 3 della suddetta legge, gli archivi inerenti la Tarsu. Gli eventi precipitano ed in breve si passa dal commissariamento alla rimozione del sindaco dalla carica. Ma Vincenzo continua a crederci: continua a credere che i campani siano meglio di quanto si creda al di fuori dei confini regionali e che questa battaglia, non la sua personale, ma quella di un’intera comunità, abbia motivo di essere sostenuta da tutti quei cittadini che ormai sono stanchi di strategie politiche, di sciacallaggio mediatico, di opportunismo, di clientelismo e di malavita organizzata dietro ad un problema serio che tocca la dignità delle persone. Il cuore della questione, secondo Vincenzo, è che il problema rifiuti sia una pericolosa commistione tra disinformazione ed interessi bipartisan malavita-politica. Sulla seconda si è scritto tanto e non spetta (…o spetterebbe) ai cittadini trovare una soluzione. Sulla disinformazione c’è molto da dire. L’input che i media (guidati dai famosi “angeli” di prima) hanno dato alla gente è che il problema rifiuti dipenda solo ed esclusivamente dalla disponibilità dei siti di scarico e dalla presenza di uno o più inceneritori, questi “giocattoli” magici, tanto utilizzati e decantati nel “perfetto” nord; secondo Vincenzo invece il problema andrebbe risolto con l’adozione di un piano, di rapida attuazione, di raccolta differenziata, facendo leva sul buon senso delle amministrazioni comunali e pubbliche in genere. C’è addirittura un parere dell’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bertolaso, sulla possibilità di escludere dalle norme di emergenza quei comuni virtuosi che, con oggettivo vantaggio in termini di efficacia ed efficienza, abbiano migliorato il servizio. E’ questo il punto centrale: il buon senso e l’onestà della politica che devono essere le basi di partenza di un percorso che metta la parola fine ad un’assurda “Via Crucis” che da troppi anni flagella e discredita, agli occhi del mondo, un’intera regione. Quello di Vincenzo è un esempio: l’esempio di come l’unione dei cittadini di buona volontà, impulso vitale della democrazia moderna, mettendo da parte le normali differenze ideologiche, sia più forte ed incisiva di decenni di politica becera e corrotta che hanno peggiorato progressivamente la già difficile situazione. E sembra di ascoltare le parole di Roberto Saviano: “Il riconoscimento del merito, il potere condiviso, la coesione sociale e l’informazione sono le armi migliori per combattere la malavita”.

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